SOTTO IL SEGNO DI DIANA
“Sotto il Segno di Diana”, un viaggio sensibile tra arte, natura e memoria che vede protagoniste quattro artiste legate profondamente al territorio valmairese: Silvana Cesano, Francesca Corbelletto, Silvia Giorsetti e Simona Ghigo. La mostra è stata ospitata ad Acceglio nei mesi di giugno e luglio e sarà possibile visitarla al Museo Mallé di Dronero dal 20 settembre all'8 novembre. Ingresso libero.
Il percorso espositivo trae ispirazione dall'archetipo di Diana, dea arcaica delle selve e della luce. In questa narrazione corale, la Valle Maira cessa di essere una semplice cornice per farsi "bene comune e identitario". Diana emerge come il confine vibrante tra il selvatico e il domestico, guidando un lavoro artistico che trasforma l’atto creativo in un rito di rigenerazione e purificazione. Per le artiste coinvolte, la natura è una forza ancestrale capace di inglobare e trasmutare ogni residuo dell’agire umano. Le opere esposte raccontano una "verità antica": il dialogo incessante tra uomo, materia e immaginazione.
Le protagoniste e la poetica della trasformazione
Silvana Cesano (Lottulo): "Cacciatrice di memorie", percorre sentieri e siti industriali dismessi per recuperare ferri arrugginiti e scarti metallici. Attraverso l’ossidazione, trasfigura la materia in opere come Il respiro della montagna, nato da uno strumento utilizzato nelle cave di marmo nero di Acceglio, celebrando la lotta tra tecnologia umana e resistenza millenaria della terra.
Francesca Corbelletto (Stroppo): Archeologa e spirito punk-folk, pratica una "Land Art" intesa come atto leggero di devozione, lasciando "doni inaspettati" sul cammino. Con lo pseudonimo di MISS-IPI, rivendica una resistenza analogica attraverso collage materici che utilizzano passamanerie vintage, carte da parati e frammenti di memoria per "sgarbugliare" le battaglie interiori.
Silvia Giorsetti (Dronero): Con un passato nel restauro e un presente nella decorazione, indaga la realtà attraverso la macrofotografia, catturando dettagli invisibili all'occhio nudo. Utilizzando filtri naturali come ragnatele e ghiaccio, trasfigura la sostanza delle cose in visioni poetiche. La sua ricerca di equilibrio è sintetizzata nell'opera In bilico, un invito alla purezza dell'esistenza.
Simona Ghigo (Savigliano / Busca): Approda all'arte come percorso terapeutico e di rinascita. La sua pittura ad acquerello esplora il concetto di Lacher Prise (mollare la presa), trasformando il caos interiore in una soglia di possibilità. Opere come Cararamaleonte suggeriscono che per scoprire il proprio colore autentico sia necessario accettare la "scomodità del vuoto".
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